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Manoel Island. Tra misteri e leggende, la storia dell’inaccessibile isola nel centro di Malta.

By on September 23, 2016

Lo scorso 10 settembre, gli attivisti del Kamp Emergenza Ambjent, dopo aver tagliato la recinzione e rotto il cancello che bloccava l’accesso al pubblico, hanno fatto irruzione a Manoel Island.

Di fronte al lungomare di Gzira, nel porto di Marsamxett, si estende questa piccola isola, la cui storia è avvolta nel mistero.

Nel 1570, l’isola divenne proprietà del Vescovo di Malta. Qualche anno più tardi, vi fu costruito un lazzaretto per malati di peste, il quale fu utilizzato anche come ospedale di quarantena per difendere Malta da epidemie trasportate dai passeggeri delle navi.
Il Fort Manoel, la fortezza difensiva tuttora esistente che dà il nome all’isola, fu costruita circa due secoli più tardi dal Gran Maestro portoghese Antonio Manoel de Vilhena.
Durante la seconda guerra mondiale, Manoel Island era diventata una base navale dalla Royal Navy. In seguito, l’isola è stata abbandonata per anni, diventando facile preda dei vandali.

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Tra leggenda e fantasia, Manoel Island è famosa per conservare qualche mistero. Pare vi sia stato avvistato più volte il fantasma di un Cavaliere Nero, con indosso l’armatura e lo stemma dell’Ordine di San Giovanni, probabilmente si tratta proprio del Gran Maestro Manoel.

Durante gli anni della peste, l’isola fungeva anche da cimitero per i malati dell’ospedale. Si narra che gli spiriti di alcuni non se ne siano ancora andati e la loro presenza è tuttora avvertibile.

Recentemente, l’isola è diventata di proprietà del consorzio locale Midi, al quale è stata data una concessione per il restauro dell’antica fortezza e lo sviluppo di un progetto di costruzione di un villaggio turistico o di un boutique hotel di lusso.

Dal 2000, l’accesso all’isola è stato dunque negato, anche quando i lavori di restauro non erano in corso. I cancelli chiusi hanno creato malcontento tra molti abitanti, desiderosi di poter liberamente visitare Manoel Island, una macchia di natura nel bel mezzo delle maggiori città di Malta.

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Sia il sindaco di Gzira che diverse associazioni locali hanno, così, appoggiato l’azione degli attivisti che hanno tentato di riaprirne i cancelli, affermando che il consorzio Midi stava violando le condizioni contrattuali, bloccando l’accesso del pubblico alla battigia.

Gli attivisti hanno organizzato incontri tra volontari e cittadini per ripulire l’isola. Ma, qualche giorno più tardi, si sono ritrovati nuovamente di fronte ai cancelli chiusi.

Il caso di Manoel Island è emblematico della situazione maltese. Gli spazi verdi sono purtroppo limitati e alcune delle zone più suggestive non sono accessibili da tutti in quanto sono di proprietà privata.

Il futuro di Manoel Island pare incerto. Diventerà un villaggio turistico o verrà trasformato in un parco ricreativo accessibile al pubblico? Ciò che è sicuro è che l’azione degli attivisti ha spinto di nuovo sotto i riflettori una questione che, a oggi, è ancora irrisolta.

Selena Zamarian

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